Il rientro dalle ferie può farci sentire stanchi, distratti e poco motivati, ma non si tratta sempre di pigrizia. Ecco perché il ritorno alla routine può essere difficile e come ritrovare gradualmente ritmo e produttività senza sentirsi in colpa o indietro.
Dopo settimane trascorse tra spiagge, cene tra amici, giornate senza sveglia e impegni unicamente di piacere, tornare alla scrivania può sembrare molto più faticoso del previsto. La sensazione di non riuscire a concentrarsi, la difficoltà a riprendere il ritmo e forse soprattutto una certa insofferenza davanti alle email che ci aspettano non sono necessariamente segnali di pigrizia. Il cosiddetto post-holiday blues descrive proprio quel senso di sopraffazione che può comparire quando si passa bruscamente dalla pausa alla normale routine lavorativa.
Perché il rientro può pesare così tanto A inizio 2026, Psychology Today ha analizzato le difficoltà legate al ritorno al lavoro dopo le vacanze, sottolineando come il rientro possa comportare un sovraccarico di email, una maggiore fatica nelle decisioni e una difficoltà a ritrovare immediatamente la concentrazione. Dopo un periodo di pausa, pretendere di essere subito produttivi come prima può quindi aumentare stress e senso di colpa. L’indicazione che emerge dall'analisi è piuttosto quella di considerare il rientro come una fase di transizione, lasciando al cervello il tempo di riabituarsi gradualmente ai ritmi abituali. Il riposo non è tempo perso L’idea che rallentare significhi essere meno produttivi è sempre più messa in discussione, soprattutto da parte delle ultime generazioni, ma non solo. In un articolo pubblicato ad agosto 2026, il noto giornale britannico The Guardian ha ripercorso la tradizione italiana della villeggiatura, ricordando come i lunghi periodi di pausa non abbiano impedito alla produttività italiana di crescere negli anni del boom economico. L’articolo cita inoltre i dati dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) secondo cui lavorare più a lungo presenta rendimenti non sempre positivi: accumulare ore non significa automaticamente ottenere risultati migliori.











