Umberto Farri: fervente antifascista, fu sindaco di Casalgrande dal 1920 al 1922 e poi, dopo essere stato capo del Cln, dal 1945 al 1946: fu ucciso. in casa a 63 anni da. tre uomini rimasti impunitiEletto sindaco di Casalgrande nel 1920, perseguitato dal regime fascista e poi capo del Comitato di Liberazione Nazionale, Umberto Farri – rieletto primo cittadino alla fine della guerra – venne ucciso nell’agosto del 1946. La sera del 26 si trovava seduto in poltrona nella sua abitazione di Salvaterra, quando un commando fece irruzione nella sua casa e gli sparò alcuni colpi d’arma da fuoco. Farri venne trasportato all’ospedale di Reggio, dove morì la sera del 27 agosto 1946 dopo un disperato intervento chirurgico. I colpevoli dell’omicidio non sono mai stati individuati. Sull’argomento interviene, con un ricordo, l’ex assessore Gabriella Mariani Cerati.

27 agosto 1946. Sono gli anni tragici dai quali sarebbe partita la rinascita dell’Italia, attraverso gli anni duri della ricostruzione. Il 2 giugno 1946, cioè tre mesi prima dell’assassinio di Umberto Farri, il popolo italiano aveva democraticamente respinto la monarchia e dato vita alla Repubblica. Tutte le istituzioni parlamentari erano da costruire. Ma non solo le istituzioni parlamentari! Tutto il Paese era da ricostruire, nelle case, nelle strade, nelle ferrovie, nei ponti… La ricostruzione doveva partire dai focolari presidiati da tanti disoccupati, dai reduci senza lavoro. Le formazioni partigiane erano appena state smobilitate; erano rimaste in circolazione tante armi. I partiti cercavano la loro strada; una grande luce era apparsa agli italiani: il socialismo, che aveva conseguito tanti suffragi da collocarsi al secondo posto nella vita politica italiana, dopo la Dc, e prima del Pci.