L’area colpita dall’alluvione del 26 agosto 2026 in Nepal

Un GLOF è un’improvvisa inondazione provocata dallo straripamento di un lago glaciale, ma non è ancora chiaro se l’alluvione tra Nepal e Tibet del 26 agosto sia stata causata da questo fenomeno. Al centro delle ipotesi c’è il crollo di un ghiacciaio.

La devastante alluvione che il 26 agosto 2026 ha colpito la zona di confine tra Nepal e Tibet non ha ancora una causa accertata. Tra le prime ipotesi circolate c’è quella di un GLOF, acronimo di Glacial Lake Outburst Flood, un’inondazione improvvisa provocata dallo straripamento di un lago glaciale, anche se gli esperti stanno ancora cercando di capire cosa abbia davvero scatenato il disastro.

Al centro delle ipotesi c’è il crollo di un ghiacciaio, secondo quanto ricostruito da un team di scienziati internazionali che ha analizzato immagini satellitari e altri dati. Questo distacco è stato sufficientemente potente da essere registrato come un evento sismico di magnitudo 5.2 alle 8:37 del mattino ora locale, venendo inizialmente confuso con un terremoto. Ulteriori indagini dell’US Geological Survey hanno chiarito che l’evento era legato al crollo di un’enorme porzione di ghiacciaio e a una frana detritica di eccezionale intensità. “Escludendo quindi la causa sismica come innesco primario, lo scenario più probabile vede come colpevole l’accumulo eccessivo e concentrato di acqua di fusione dei ghiacciai” ha spiegato Mario Tozzi a Fanpage.it.