Animali in città è un’analisi che Legambiente pubblica ogni anno, restituendoci la fotografia di quanto i comuni e le aziende sanitarie siano al passo con i tempi in fatto di animali che vivono nelle metropoli. Il report, pubblicato a fine luglio, mostra come siano in preoccupante crescita soprattutto i cani ospiti di canili e rifugi. La novità di quest’anno è l’inserimento dell’Indice di Convivenza Urbana. I dati vengono letti mettendo in risalto come il non agire su certe dinamiche porti ad aumentare i costi complessivi della pubblica amministrazione, costi che ricadono inevitabilmente sui cittadini. In Italia, denuncia Legambiente, manca una formazione di base da parte di chi decide di prendere un animale e il Paese paga l’assenza di una «efficace strategia di prevenzione che unita alla fragilità finanziaria fa radicare da un lato il randagismo e dall’altro alimenta i canili rifugio».I comuni mappati sono 221 e nel 2025 oltre due cani su dieci, di quelli entrati nei canili rifugio, non sono stati adottati né restituiti ai proprietari. Il costo annuale di un cane ospite del rifugio si aggira sui duemila euro all’anno. Un conto è se il cane viene adottato, ma per tutti quelli che sono stati definiti inadottabili per una serie di motivi, il costo si ripete ogni anno fino a che il quattro zampe non passerà a miglior vita. E se ancora qualcuno non lo sapesse, questi costi vengono pagati con le tasse dei cittadini.La collettività quindi deve prendersi cura anche dei cani di coloro che a un certo punto rinunciano alla proprietà o peggio abbandonano il quattro zampe perché non sono in grado di tenerlo. Torna forte il tema della responsabilità di cui abbiamo scritto molte volte in questa rubrica. Le azioni da intraprendere sono di buon senso. Legambiente suggerisce corsi di formazione obbligatori per chi decide di prendere un animale da compagnia. Sarebbe già un ottimo deterrente per tutti coloro che, con estrema leggerezza, si mettono in casa un essere vivente che poi non sanno gestire. Un altro punto riguarda la tracciabilità: l’Italia dovrà adottare il nuovo regolamento europeo sulla tracciabilità di cani e gatti. Speriamo presto.