Sono quasi 1.400 i dispersi dopo l’enorme e violenta esondazione che mercoledì ha colpito la zona himalaiana di confine fra il Nepal e la regione cinese del Tibet: non si hanno notizie di oltre 800 persone in Nepal, e di più di 550 sul lato tibetano. Un’enorme massa di acqua, ghiaccio, fango e rocce ha travolto le valli dell’Himalaya su entrambi i versanti della catena montuosa. I morti accertati sono 162, ma è un numero che continuerà ad aumentare.
L’esondazione, probabilmente causata dal distacco di un’enorme massa di ghiaccio da un ghiacciaio, è stata improvvisa e potente e ha travolto persone, edifici e strade. Nei video provenienti dalle zone colpite si vedono ponti divelti ed edifici di più piani distrutti. le strutture del valico di Gyrong, sul lato cinese, sono state completamente sommerse e travolte dalla massa di acqua e detriti. Negli stessi video molte persone cercano di mettersi in salvo correndo, prima che intere zone vengano sommerse.
Gli effetti dell’esondazione nella provincia di Nuwakot, in Nepal (Safal Prakash Shrestha/Anadolu via Getty Images)
Le stime dei morti e dei dispersi sono parziali. Va considerato che subito dopo un evento catastrofico di questo genere le comunicazioni sono particolarmente complesse, soprattutto in un’area già remota e isolata: alcuni dei dispersi potrebbero essere persone illese che però non riescono a mettersi in contatto con le autorità e con le famiglie.














