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La violenta esondazione che mercoledì ha colpito la zona himalayana di confine fra il Nepal e la regione cinese del Tibet ha causato un’enorme devastazione e quasi 1.400 dispersi, oltre che 162 morti già accertati e centinaia di feriti. Un’enorme massa di acqua, ghiaccio, fango e rocce è arrivata all’improvviso, inondando le valli dell’Himalaya su entrambi i versanti della catena montuosa e travolgendo persone, edifici e strade.
Le stime dei dispersi sono parziali e il numero dei morti con ogni probabilità aumenterà nelle prossime ore con il progredire delle attività di soccorso. Le informazioni provenienti dal lato cinese inoltre sono molto più ridotte, per il controllo rigido delle autorità cinesi sui media, soprattutto quando si tratta di questioni relative alla regione del Tibet, dove da decenni la Cina cerca di reprimere le tendenze autonomiste della popolazione e di prendere il controllo della leadership religiosa tibetana.
Nei video provenienti dalle zone colpite si vedono ponti divelti ed edifici di più piani distrutti. Quello più circolato nelle ultime ore è girato da una telecamera di sorveglianza: mostra le strutture del valico di Gyirong, sul lato cinese, che improvvisamente vengono sommerse e travolte dalla massa di acqua e detriti. Pochi secondi prima il video mostra decine di persone che corrono cercando di mettersi in salvo.















