HomeMonza BrianzaCronacaUn carcere sovraffollato e di fuoco. Celle fino a 40 gradi nei mesi estivi: "Sono momenti davvero difficili"La denuncia all’incontro “Ristretti in agosto“ promosso dall’Unione Camere penali in via Sanquirico. Impossibile fare impianti di raffrescamento, sospesi scuola ,laboratori, centri diurni e progetti psicologici.Visita in carcere con i rappresentanti di Camera penale e Ordine degli avvocatiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciEstate rovente e sofferta anche alla casa circondariale di via Sanquirico a Monza. "C’erano quaranta gradi, sembrava di essere in un forno" racconta Michele, detenuto al reparto Luce. Conferma la situazione anche la direttrice Cosima Buccoliero che ha raccontato la vita in carcere nell’incontro “Ristretti in agosto“ promossa dall’Unione Camere penali, a cui ha aderito anche la Camera di Monza. Era presente il presidente del sodalizio monzese Marco Negrini, la vice presidente Roberta Minotti, l’avvocato Raffaele Marassi (membro del Consiglio dell’Ordine degli avvocati).

"L’estate – spiega la direttrice – è un momento difficile nella gestione del carcere che ospita 740 detenuti. L’organico ordinario di 297 poliziotti viene ridotto di un terzo per permettere le ferie; si aggiungono i riposi ordinari. In più dalle 10 alle 15 persone ogni giorno vengono destinate agli accompagnamenti per ricoveri e visite mediche. Chi resta è veramente in affanno". Sono ben note le condizioni di affollamento che rende difficile la collocazione nel reparto più idoneo: 9 metri quadrati (più 1,2 mq di bagno) per due, spesso tre persone. L’ipotesi di impianti di raffrescamento, almeno in sale comuni, è stata presa in considerazione, ma è infattibile per mancanza di spazi e per le altre spese.