Il caldo di agosto non si ferma davanti ai cancelli del carcere. Entra nelle celle, si accumula nei corridoi, rende ancora più difficile una quotidianità già scandita dalla privazione della libertà. Nell’istituto penitenziario “Ugo Caridi” di Catanzaro viene affrontato con ventilatori e con un frigorifero per ogni sezione. Un apparecchio da dividere, in alcuni casi, tra circa quaranta detenuti. È uno dei dettagli contenuti nel resoconto della visita compiuta nell’ambito di “Ristretti in agosto”, l’iniziativa promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane e dall’Osservatorio Carcere Nazionale per portare avvocati e rappresentanti delle istituzioni dentro le prigioni italiane proprio nel mese più difficile dell’anno.

All’Ugo Caridi sono entrati circa venti avvocati, tra componenti del direttivo, dell’Osservatorio Carcere territoriale e soci della Camera penale. Con loro anche il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro Gianmichele Bosco e la vicesindaca Giusy Iemma. Ne è uscita la fotografia di un carcere attraversato da due realtà parallele: da una parte il sovraffollamento, il disagio mentale e le carenze materiali; dall’altra i laboratori, il lavoro, lo studio e quei progetti che provano a dare un significato costituzionale alla pena.