Vincenzini, referente toscano di Antigone: "Detenuti rimasti senza garante" .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSe il caldo di questi giorni si fa sentire negli ambienti ventilati di casa, figuriamoci dove l’aria passa solo attraverso piccole grate o spifferi. E in un luogo dove ci sono 60 ospiti in più, rispetto al numero degli invitati. Così vivono i 97 detenuti nel carcere San Giorgio, il più sovraffollato d’Italia. Una struttura - così come le altre - progettata per contenere, senza climatizzatori, che diventa serra d’estate e ghiacciaia d’inverno. A complicare la situazione lucchese - oltre ai numeri - è anche l’attuale assenza (che si protrae da novembre) del Garante dei detenuti, che dunque sono rimasti ’senza voce’. A dare un’idea di ciò che avviene al di là delle “sbarre“ è però l’avvocato Enrico Helmut Vincenzini, referente toscano dell’associazione Antigone.
Come è il clima all’interno di un carcere sovraffollato quando fuori i termometri segnano 40 gradi? In generale questi istituti si trovano in strutture vecchie, che non sono dotate di impianti di climatizzazione e non hanno ventilatori in dotazione, dunque le temperature possono arrivare a raggiungere anche dieci o quindici gradi in più rispetto all’esterno. Installarli richiederebbe lo stanziamento di molte risorse, che però non sono mai state previste dal governo. Il San Giorgio è un ex convento, fortunatemente più fresco di altre strutture, ma è comunque pensato per contenere, non per far circolare l’aria. Le finestre sono minuscole, sbarrate e spesso chiuse pure col plexiglass. Senza ventilazione le celle diventano letteralmente delle serre. Come se non bastasse poi, l’anno scorso il Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap) ha pubblicato una circolare che vieta l’uso dei frigoriferi in cella, utile ad esempio per tenere l’acqua fresca.













