PORCIA (PORDENONE) - Saranno sei le fontanelle che verranno installate dal Comune questa settimana per aiutare la cittadinanza a far fronte all'emergenza Pfas. Coloro che non hanno ancora l'allacciamento all'acquedotto potranno, nel frattempo, farne uso gratuitamente per i propri bisogni. Occorre però che i cittadini si comportino con senso civico e prelevino solo l'acqua di cui hanno effettivamente bisogno. Attingono direttamente dall'acquedotto.

La mappa «Le abbiamo posizionate - viene spiegato - tenendo presente della planimetria individuata dell'inquinamento per cercare di dare sempre più servizio a quelle famiglie senza allacciamento che dovranno andare, in questo frangente, a prendersi l'acqua, cercando di avere a 200 o 300 metri da casa almeno un punto di approvvigionamento». Inoltre, si è voluto installarle in punti vicini a dei parcheggi, così che le macchine non siano costrette a parcheggiare a bordo strada creando traffico. Per il momento il Comune non ha ricevuto richieste di utilizzo per i boccioni dell'acqua che i volontari della Protezione civile trasporteranno a coloro che non potranno ritirarla alle fontanelle. Invece in molti hanno chiesto la zona precisa dell'inquinamento. "Arpa prenderà contatto con le case lontane dalla rete dell'acquedotto, che avranno più problemi per allacciarsi. Abbiamo un'appendice di 300 metri di acquedotto che manca nell'area inquinata di Porcia. Richiede un finanziamento regionale, un progetto e una realizzazione che porterà via dei mesi". Questa zona si trova nel quartiere di Sant'AntonioL'intervento Nel frattempo, il consigliere del locale circolo del Partito Democratico Giuseppe Moras è recentemente intervenuto in merito all'incontro sul tema Pfas tenutosi lunedì in sala Diemoz: «Non basta dire che l'acqua dell'acquedotto è sicura, servono risposte concrete ai cittadini. Ringraziamo gli enti che hanno organizzato la serata informativa, ma usciamo dall'incontro con la sensazione che siano rimaste senza risposta proprio le domande che più interessano i cittadini». «È stato giustamente ribadito che l'acqua distribuita dagli acquedotti è sicura, ma questo non era il tema su cui la popolazione chiedeva chiarimenti - rimarca il consigliere d'opposizione -. Il vero problema riguarda le famiglie alle quali viene chiesto di interrompere improvvisamente l'utilizzo del proprio pozzo artesiano. Bisogna comprendere che il passaggio all'acquedotto non è semplice: richiede tempi tecnici, costi e procedure che non possono essere affrontati dall'oggi al domani. Ci ha lasciato perplessi anche il fatto che non siano state fornite indicazioni più precise sulla profondità dei pozzi potenzialmente interessati dalla contaminazione. Era un'informazione che avrebbe aiutato molti cittadini a comprendere meglio la propria situazione e che ci saremmo aspettati venisse condivisa nel corso della serata».I consigli A tutti coloro che non sono ancora stati allacciati ai pozzi è stato consigliato di fare delle analisi poiché ogni pozzo va considerato come un caso a sé: solo perché si trova nell'area a rischio non è detto che sia contaminato. In questo momento si stanno valutando dei supporti da parte del Comune e della Regione per sostenere economicamente le spese.Le richieste Giuseppe Moras ha concluso: «Adesso è fondamentale che gli enti coinvolti non si limitino a gestire l'emergenza, ma lavorino per dare risposte rapide ai cittadini, accelerando gli allacciamenti all'acquedotto e garantendo gli aiuti necessari. Allo stesso tempo, è indispensabile fare piena chiarezza sulle cause della contaminazione e individuare i responsabili, affinché non siano i cittadini a pagare il costo di una situazione che non hanno creato».Linea dedicata Nel frattempo, per rispondere a tutti i dubbi dei cittadini, si è deciso di predisporre una casella di posta elettronica: acqua@asfo.sanita.fvg.it. Inoltre, è stato messo a disposizione un numero di telefono: 0434.399111.