FONTANAFREDDA (PORDENONE) - Firmata dal sindaco di Fontanafredda Michele Pegolo la prima ordinanza con il divieto di utilizzo dell’acqua pescata da un pozzo artesiano per la presenza di Pfas nelle acque destinate al consumo umano. L’ordinanza arriva dopo che l’Azienda sanitaria ha segnalato al Comune gli esiti delle analisi che evidenziano il superamento dei nuovi limiti fissati dall’UE, la cui entrata in vigore in Italia era stata prorogata con la legge di bilancio 2026 sino allo scorso 13 luglio. Da quella data molti sono i pozzi che evidenziano problemi per la presenza di Pfas visti i limiti ben inferiori decisi dall’Ue obbligando i proprietari a trovare soluzioni alternative, a cominciare dall’ allacciamento all’acquedotto comunale se ciò è immediatamente possibile. «Se non ci sono condotte nei pressi dell’abitazione – come nel caso delle famiglie che risiedono a Fontanafredda lungo la Pontebbana – bisogna provvedere a soluzioni alternative quali l’utilizzo e l’installazione di filtri a carboni attivi granulare, oppure resine a scambio ionico o sistemi combinati. Importantissimo – sottolineano però i tecnici preposti all’evenienza Pfas – far controllare periodicamente anche i filtri eventualmente installati, perché non si tratta di filtri validi a vita. Vanno controllati con regolarità per non ottenere l’effetto contrario. Il caso oggetto dell’ordinanza rientra nella zona che le autorità hanno individuato come zona a rischio Pfas».