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Ultimo aggiornamento: 8:00

Ci sono Pfas inquinanti nelle acque di scolo della Pedemontana Veneta. Lo attestano Ispra e Arpav, le agenzie ambientali che hanno competenza in Italia e in Veneto. Tutto è iniziato da un esposto di Covepa, il Comitato Veneto Pedemontana Alternativa. Un anno e mezzo fa scritto al ministero dell’Ambiente, chiedendo di indagare sugli scarichi d’acqua di drenaggio delle gallerie di Malo e Sant’Urbano della superstrada che attraversa due tra le province più produttive d’Italia, quelle di Vicenza e Treviso.

Il ministero ha chiesto a Ispra ed Arpav una relazione tecnico-scientifica di “valutazione e quantificazione del danno ambientale” riferito alla presenza di Pfas. Adesso è arrivato un responso allarmante. C’è rischio di “imminente danno ambientale” perché le acque di falda sarebbero contaminate da Pfba, l’acido perfluoro-butanoico un composto chimico che fa parte della famiglia dei Pfas. L’avvertimento è che occorre potenziare filtri e impianti di depurazione, per proteggere sia le acque superficiali che quelle profonde da cui attingono i nuovi acquedotti delle province di Padova e Vicenza.

La causa non è una novità, ma adesso ne vengono certificati gli effetti in una relazione di una settantina di pagine. Nello scavo delle gallerie era stato utilizzato un accelerante di presa, contenuto nel calcestruzzo con Pfba. Era servito per realizzare la “centina” di sostegno della volta. Una volta demolita era stata interrata. Di qui la diffusione nel terreno e dal terreno alle acque.