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Ultimo aggiornamento: 15:52

Pedemontana e Pfas. In un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Vicenza, giunta ora al punto di svolta della conclusione delle indagini a carico di 12 persone, si saldano due dei principali scandali che hanno occupato e stanno ancora occupando le cronache del Veneto. Nella costruzione di due gallerie della Superstrada a pagamento che attraversa le province di Vicenza e Treviso è stato impiegato un accelerante per l’indurimento del cemento contenente Pfba (acido perfluorobutanoico), che fa riferimento alla famiglia dei Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche note anche come “inquinante eterno”. Le acque di scolo del cantiere sono finite nel torrente Poscola, contribuendo ad adulterare non solo le acque superficiali, ma anche quelle sotterranee di una parte del Vicentino, interessando i Comuni di Castelgomberto, Malo e Montecchio Maggiore (oltre a quelli di Isola Vicentina e Costabissara). La presenza dei Pfas non ha niente a che vedere con l’incubo Miteni, l’azienda chimica che ha contaminato la falda nel sottosuolo delle province di Vicenza, Padova e Verona, anche se il gruppo industriale si trova a pochi chilometri di distanza dai cantieri della Pedemontana. Le sostanze però sono dello stesso tipo.