VENEZIA - Alle 13.30 di mercoledì 23 luglio la capogruppo del Pd in consiglio regionale del Veneto, Vanessa Camani e la collega Chiara Luisetto, presentarono alla stampa una mozione sulla Superstrada Pedemontana. Solo che quella volta non si parlò di soldi, ma di una “potenziale minaccia imminente” di danno ambientale alle acque superficiali e sotterranee nelle zone delle gallerie di Malo e Sant’Urbano perché l’infrastruttura era stata costruita con materiali contenenti Pfas. Di “potenziale minaccia imminente” parlava infatti una relazione tecnica datata luglio 2025 di Ispra e Arpav. Quello stesso giorno, in serata, Palazzo Balbi diffuse una nota dicendo che “già nel 2021, a seguito di ispezioni e verifiche, la Regione ha prudenzialmente imposto al concessionario la sostituzione del prodotto” usato durante le fasi di demolizione e costruzione, cioè “un accelerante di presa per il calcestruzzo”. Due mesi e mezzo dopo - il 6 ottobre - la Procura della Repubblica di Vicenza scrisse a Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Arpav e Consiglio di bacino dell’Ambito Bacchiglione comunicando l’attività di polizia giudiziaria, Ieri la notifica: 12 indagati. E l’opposizione, a partire dal Pd di Camani, incalza: «Una vicenda che la Regione conosceva da tempo. Bene la Procura, ma dov’è la politica?».