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2 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:18

Pesticidi e Pfas non solo nell’acqua e nel vino, ma anche nel prosecco. Il Salvagente ha fatto analizzare 15 bottiglie di marche differenti: in tutti i campioni sono stati individuati residui di pesticidi (fino a 10 principi attivi diversi nello stesso campione) e tracce elevate di Tfa (acido trifluoroacetico), metabolita delle sostanze perfluoroalchiliche, i cosiddetti inquinanti eterni, alcuni dei quali sono classificati come potenziali cancerogeni, oltre che interferenti endocrini o legati a patologie cardiovascolari e riproduttive. A preoccupare, anche gli esperti sentiti nel corso dell’inchiesta è il problema dell’esposizione cumulativa dovuta al fatto che il Tfa è stato individuato, in recenti indagini, anche nell’acqua e in molti alimenti. Dalle schede valutative nessuna bottiglia ha ottenuto un risultato eccellente (sei punti su sei), ottimo (5 punti) o buono (4 punti). Solo due bottiglie hanno ottenuto un risultato medio (3 punti su 6), otto hanno ottenuto un risultato mediocre (2 punti su sei) e cinque un risultato scarso (un solo punto). Per quanto riguarda i Pfas, dato che per il vino non esiste una soglia, sono stati utilizzati i limiti previsti per l’acqua potabile: in Unione europea entrerà in vigore nel 2026 la soglia di 100 ng/l per il parametro “somma di Pfas”, che include 20 Pfas (ma non il Tfa). Per l’acido trifluoroacetico, infatti, è stato però utilizzato come riferimento il limite di 10mila nanogrammi a litri che, sempre per l’acqua potabile, in Italia sarà in vigore dal 2027.