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19 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:21

Su quindici campioni di acque potabili pubbliche prelevate da fontanelle e case dell’acqua in alcune regioni del Centro e Nord Italia, Altroconsumo ha rilevato in tutti la presenza di Tfa (anche a Milano, Torino, Firenze e Sondrio) e, in quattro campioni, i valori superano la soglia di riferimento di 500 nanogrammi al litro, prevista per i Pfas totali dal Decreto legislativo 18/2023, sulla qualità delle acque destinata al consumo umano. Già, perché attualmente in Unione europea non esiste un limite per il Tfa nelle acque superficiali, sotterranee o potabili. Eppure, si tratta dell’acido trifluoroacetico, sostanza chimica che rientra nella categoria dei Pfas, noti anche come inquinanti eterni e, tra questi, è quello più diffuso al mondo. Indistruttibile. Il Tfa è stato individuato con concentrazioni comprese tra 274 e 920 nanogrammi per litro, simili a quelle osservate, in una precedente indagine dell’associazione, nelle acque in bottiglia. L’indagine, infatti, ha interessato le dieci località nelle quali sono presenti le sorgenti di alcune delle acque minerali imbottigliate, già oggetto del precedente test a maggio 2025 e quattro grandi città, ossia Torino con doppio campionamento, Milano, Firenze, Sondrio. I prelievi sono stati effettuati tra fine marzo e inizio aprile 2025.