Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata alla sentenza d’appello sulla “Trattativa”.
Nel frattempo, Salvatore Riina aveva, dato incarico a Giovanni Brusca di dare corso al già deliberato omicidio del Ministro Mannino, per poi revocargli improvvisamente l’incarico: e ciò sarebbe avvenuto, a dire dello stesso Brusca, dopo la strage di Capaci ma prima di quella di via D’Amelio, mentre per il collaboratore di giustizia Gioacchino La Barbera ciò sarebbe avvenuto nel mese di ottobre. Ma un altro collaboratore di giustizia, a parere della pubblica accusa avrebbe dato ragione a Brusca.
Infatti, Angelo Siino ha dichiarato di essere venuto a conoscenza che era in itinere un progetto per uccidere Mannino; una conoscenza appresa mentre lo stesso Siino si trovava al carcere di Termini Imerese, già all’inizio del mese di settembre del ‘92.
Qualcosa era quindi successo, tra Capaci e via D’Amelio, che aveva indotto Riina a decidere l’accelerazione dell’attentato anch’esso già deciso ai danni del dott. Borsellino, e, al contempo, a sospendere l’esecuzione che era già in corso del piano per uccidere Mannino.






