Adam Mosseri, il dirigente che guida Instagram dal 2018, ha riconosciuto che alcune delle protezioni introdotte da Instagram per ridurre l’uso eccessivo della piattaforma tra gli adolescenti venivano utilizzate da una quota minima di ragazzi.

Mosseri si è presentato davanti al tribunale federale di Oakland, in California, per difendere una piattaforma accusata di avere progettato alcuni dei propri meccanismi in modo da trattenere bambini e adolescenti il più a lungo possibile. Il processo vede contrapposta Meta agli Stati di California, Colorado, Kentucky e New Jersey ed è una delle cause più importanti mai arrivate in tribunale sugli effetti dei social media sui minori.

Le accuse fanno parte di un’azione più ampia promossa da 29 Stati americani. Secondo i procuratori, Facebook e Instagram avrebbero contribuito ai problemi di salute mentale tra gli adolescenti attraverso caratteristiche capaci di incentivare un uso compulsivo, mentre Meta avrebbe presentato pubblicamente i propri prodotti come più sicuri di quanto indicassero alcune informazioni interne.

Mosseri ha difeso la strategia dell’azienda sostenendo che, davanti a problemi complessi come il rapporto tra social media e salute mentale, “non esistono soluzioni miracolose”.