«Già la legge 252 del 2005 ha previsto la possibilità di iscrivere alla previdenza complementare familiari a carico, a partire dai nuovi nati.

Quello che manca non è lo strumento, ma la strategia giusta per alimentarlo evitando di replicare errori commessi in altri Paesi, come il child trust inglese che prevedeva un buono iniziale tra 250 e 500 sterline da parte del governo britannico, ma si è rivelato un flop con il contributo pubblico rimasto spesso l'unico versamento.

Noi stiamo lavorando a un meccanismo di cashback e siamo pronti a mettere la piattaforma, appena sarà avviata, a disposizione del sistema».

Maurizio Grifoni, presidente di Fon.Te, il fondo pensione del terziario arrivato a gestire un patrimonio di 7,3 miliardi con 370 mila iscritti, interviene così nel dibattito che da giorni si è aperto nel Paese dopo che il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, ha proposto un libretto di risparmio previdenziale per ogni nuovo nato, rilanciando un’idea avanzata dal presidente Covip, Mario Pepe, e la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha aggiunto che il governo ci sta lavorando, e troverà le risorse.

«Un’ottima notizia», aggiunge Grifoni, «ma attenzione a come sarà attuato, a partire dalla governance».