La proposta della ministra Calderone prende spunto dal modello tedesco. Previsto un piccolo contributo iniziale dello Stato, poi versamenti volontari di genitori e familiari fino ai 18 anni
Con la prossima legge di Bilancio, il governo Meloni potrebbe creare un «fondo previdenziale alla nascita», che verrebbe aperto per ogni nuovo nato con un piccolo contributo iniziale versato dallo Stato e alimentato poi volontariamente da genitori e familiari fino alla maggiore età. Quando comincerà a lavorare, sarà il beneficiario stesso a proseguire con i versamenti. L’obiettivo, nel lungo periodo, è costruire un nuovo pilastro previdenziale e assicurare una pensione più dignitosa alle future generazioni. Per il momento, si tratta di una semplice ipotesi sulla quale il governo sta ragionando e che la ministra del Lavoro Marina Calderone – in un’intervista al Corriere – considera «utile e opportuna».
Come funzionerà il fondo pensione alla nascita
«Da parte del governo e del ministero c’è massima attenzione a tutto quanto attiene alla costruzione di pilastri aggiuntivi di previdenza. Siamo già intervenuti, stabilendo che dal primo luglio di quest’anno vi sia l’adesione automatica ai fondi pensione dei nuovi assunti e aumentando il tetto alla deducibilità dei contributi fino a 5.300 euro l’anno. Ora valutiamo la fattibilità del fondo previdenziale alla nascita», spiega la ministra Calderone nell’intervista al Corriere.









