Far crescere fin dalla culla la cultura della previdenza complementare. In Trentino Alto Adige il progetto è già partito. Ora si punta ad estenderlo a livello nazionale con un emendamento alla Manovra targato Fratelli d’Italia. L’idea è istituire un nuovo Fondo previdenza giovani nel quale genitori, nonni o zii potranno iniziare a versare contributi che, una volta maggiorenni, ragazzi e ragazze potranno riscattare per pagarsi spese universitarie, corsi di formazione oppure avviare una propria attività. Lo Stato di suo, metterà una piccola quota. Il modello guarda alla Germania che nei mesi scorsi ha lanciato un sistema simile, dai sei anni fino alla maggiore età, che prevede un contributo di 10 euro al mese da parte del governo. La convinzione generale è che il sistema dei fondi pensione vada rafforzato. Il progetto di permettere l’iscrizione fin dalla tenerissima età è uno dei cavalli di battaglia di Mario Pepe, presidente della Covip, l’autorità di vigilanza sul mondo della previdenza complementare e, da parlamentare, uno degli ideatori nel 2005 dell’attuale sistema. Il ragionamento è semplice. Se un ragazzo o una ragazza cresce consapevole di aver ottenuto un tesoretto grazie a quanto versato sarà più propenso o a mantenere l’investimento o, nel caso abbia deciso di utilizzare le risorse per formarsi, di aprire in futuro un’altra posizione.
Pensioni, fondi per i nuovi nati: la proposta bipartisan in Manovra
Far crescere fin dalla culla la cultura della previdenza complementare. In Trentino Alto Adige il progetto è già partito. Ora si punta ad estenderlo a livello nazionale con un...







