Il nome è pronto: Fondo di previdenza per i giovani. Sarà gestito da Inps e dovrebbe partire dal primo gennaio prossimo. Lo strumento, nelle intenzioni degli ideatori, dovrà servire a motivare quanti più cittadini a iscrivere i propri figli e nipoti a una qualche forma di previdenza complementare. Per farlo lo Stato darà un piccolo contributo, una spinta gentile. I contorni dell’operazione sono delineati in un emendamento al disegno di legge di Bilancio presentato da Fratelli d’Italia cui si affianca una seconda proposta, questa volta dei centristi di Azione che prende invece la forma di un incentivo all’iscrizione ai fondi pensione. Ciò che accomuna le due iniziative è guardare ai neonati, con l’intento di instillare la cultura delle previdenza integrativa già prima della maturità e di mettere quanti più ragazzi e ragazze nella condizione di poter godere di un gruzzolo più o meno consistente una volta raggiunta la maggiore età.
L’iscrizione al Fondo, nella proposta di FdI, sarà volontaria. Saranno i genitori (o un parente fino al terzo grado) a decidere se avviare la posizione del bambino o della bambina. Con tutte le differenze del caso è una forma rivista di quanto avveniva e avviene con i libretti postali. La posizione potrà essere attivata nei primi tre mesi di vita del neonato. Per farlo il genitore o il nonno o un altro parente dovranno versare 100 euro. L’Inps concorrerà a sua volta con 50 euro (che dovrebbero essere annuali).







