Il governo Meloni, per bocca della ministra del Lavoro Marina Calderone, propone un fondo previdenziale per i nuovi nati. La misura comporterebbe l’apertura di un fondo alla nascita del bambino, con un piccolo contributo iniziale versato dallo Stato e poi alimentato volontariamente da genitori e familiari. La gestione verrebbe affidata all’Inps.
Un fondo previdenziale per i nuovi nati. È una delle misure allo studio del governo Meloni, secondo quanto annunciato ieri dalla ministra del Lavoro Calderone, accogliendo la proposta avanzata dall'Inps. "Valutiamo la fattibilità del fondo previdenziale alla nascita", ha dichiarato in un'intervista sul Corriere della Sera. Secondo la ministra "le coperture si trovano, senza sottrarle ad altri strumenti, tanto più che per far partire il fondo previdenziale alla nascita bastano piccoli importi".
"Da parte del governo e del ministero c'è massima la attenzione a tutto quanto attiene alla costruzione di pilastri aggiuntivi di previdenza. Siamo già intervenuti, stabilendo che dal primo luglio di quest'anno vi sia l'adesione automatica ai fondi pensione dei nuovi assunti e aumentando il tetto alla deducibilità dei contributi fino a 5.300 euro l'anno. Ora valutiamo la fattibilità del fondo previdenziale alla nascita. Credo che per il successo di questo strumento servirebbe anche prevedere incentivi fiscali sui contributi versati in questa sorta di salvadanaio, magari incrementando ancora la deducibilità". Come funzionerebbe il fondo pensionistico per nuovi nati: le ipotesi allo studio Ma chi dovrebbe gestire il fondo, il pubblico o il privato? Il modello immaginato dal governo è un sistema in cui la vigilanza verrebbe affidata alla Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione ndr) mentre la gestione del fondo sarebbe in capo all'Inps. "Questo non significa che ci sia una preclusione a operare in modo sinergico con realtà di mercato, ma, considerando che ci dovrebbe essere anche un iniziale contributo dello Stato, credo che l'Inps possa occuparsi della gestione, del monitoraggio e della rendicontazione mentre i ministeri del Lavoro e dell’Economia svolgono il ruolo di indirizzo e vigilanza".












