Denni Dileo e Rosario Piscopo, gli ultimi due agenti di polizia locale ancora in carcere per peculato, falso ideologico e arresti illegali sono ora fuori dal carcere e sono statti condotti a scontare la pena nelle proprie abitazioni. Il Riesame ha stabilito per loro i domiciliari questa mattina.

Il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto i domiciliari anche per gli altri due agenti di polizia locale arrestati con l'accusa di peculato, falso ideologico e arresto illegale. Si tratta degli agenti Denni Dileo e Rosario Piscopo, ora fuori dal carcere e condotti a scontare la pena nelle proprie abitazioni. L'udienza davanti ai giudici si è tenuta questa mattina, martedì 25 agosto.

Stando a quanto si apprende, i legali hanno chiesto la revoca o, in subordine, un'attenuazione della misura cautelare del carcere, disposta dal gip Elio Sparacini. Entrambi gli avvocati di Dileo e Piscopo – Susanna Rita Marangoni e Pietro Stimolo – hanno riferito di aver dimostrato l'assenza di peculato. La Procura, infatti, accusa gli agenti di essersi appropriati di 1450 euro dopo l'arresto del presunto pusher dalla cui denuncia è nata l'inchiesta. Il primo Riesame, il 21 agosto, aveva già disposto gli arresti domiciliari per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese. Distinta la posizione della commissaria Ilenja Sabato che subito si era vista affievolire la misura cautelare del carcere e si trova fin dal primo giorno di arresto ai domiciliari. La sua difesa, rappresentata da Giovanni Briola, sta ancora valutando se presentare una nuova istanza al gip.