Vanno ai domiciliari due dei vigili in carcere da due settimane con le accuse di peculato, falso ideologico e arresto illegale. Il Tribunale del Riesame di Milano ha alleggerito la custodia cautelare per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese dopo l’udienza di venerdì in cui i loro legali hanno fornito nuovi elementi difensivi. La loro difesa, con gli avvocati Giovanni Briola, Daniela Mazzocchi e Giacomo Gualtieri, aveva difatti chiesto la revoca del carcere disposto dal giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino e in via subordinata i domiciliari ritenendo insussistente il pericolo di inquinamento probatorio. I legali hanno sottoposto al collegio di giudici del Riesame la presunta prova che nessun euro sarebbe stato stato preso dagli indagati, portando la testimonianza della confidente usata per l’acquisto di droga.
Al centro dell’inchiesta del pubblico ministero Giovanni Tarzia c’è la tesi che il gruppo di cinque agenti della Polizia locale di Milano, attualmente sospesi, abbia intascato 1.450 euro dopo aver adescato un pusher e averlo arrestato illegalmente a Corsico. Martedì 25 agosto ci sarà l’altra udienza davanti al Riesame di Milano per gli altri due agenti, Denni Dileo e Rosario Piscopo, anche loro detenuti a San Vittore, che avanzeranno le stesse richieste dei colleghi. La commissaria Ilenja Sabato, la quinta agente arrestata, era la sola, finora, ad aver già ottenuto gli arresti domiciliari subito dopo le dichiarazioni rese a inizio agosto al gip Sparacino.










