Milano – Gli indagati respingono le accuse, mentre la Procura cerca nuovi riscontri nei cellulari sequestrati ai cinque appartenenti alla polizia locale di Milano arrestati nell'inchiesta per peculato, falso ideologico e arresto illegale.

È questo il quadro emerso dalla giornata degli interrogatori di garanzia, iniziati nel pomeriggio nel carcere di San Vittore e andati avanti per diverse ore. All'ingresso del penitenziario, insieme ai difensori degli indagati, era presente anche il padre di uno degli agenti, che ha salutato con un lungo abbraccio l'avvocato del figlio prima di lasciare il carcere.

I primi commenti

"Ha risposto alle domande del gip e del pubblico ministero" e "respinto le accuse", uno dei cinque vigili urbani. Lo sostiene il suo legale, l'avvocato Pietro Stimolo, al termine dell'interrogatorio nel carcere di San Vittore. "Ha fornito la sua versione a tutte le domande poste dal gip e dal pubblico ministero", ribadisce precisando che al suo assistito "è contestato solo l'episodio del 16 luglio", l'arresto di un pusher. "Siamo fiduciosi che possa esserci una riforma della misura cautelare in atto, così come è stato richiesto. La revoca o, in subordine, i domiciliari - conclude – Lasciamo fare il proprio lavoro alla magistratura e a noi avvocati, poi saremo più sereni anche nel prosieguo".