Gli indagati respingono le accuse, mentre la Procura cerca nuovi riscontri nei cellulari sequestrati ai cinque appartenenti alla polizia locale di Milano arrestati nell'inchiesta per peculato, falso ideologico e arresto illegale. È questo il quadro emerso dalla giornata degli interrogatori di garanzia, iniziati nel pomeriggio nel carcere di San Vittore e andati avanti per diverse ore. All'ingresso del penitenziario, insieme ai difensori degli indagati, era presente anche il padre di uno degli agenti, che ha salutato con un lungo abbraccio l'avvocato del figlio prima di lasciare il carcere.

L'avvocato Pietro Stimolo, difensore di uno degli arrestati, è stato il primo a uscire. "Ha risposto alle domande del gip e del pubblico ministero, dichiarando la propria posizione", ha detto ai cronisti, spiegando che il suo assistito "ha respinto le accuse". La difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare o, in subordine, gli arresti domiciliari. Dopo circa due ore è uscita anche l'avvocata Susanna Rita Marangoni, difensore della commissaria Ilenja Sabato. La legale ha riferito che la propria assistita ha chiarito la sua posizione, confermando la richiesta di una misura cautelare alternativa al carcere. Ha inoltre sostenuto che la ricostruzione dei fatti fornita dalla commissaria è corretta e ribadito che "non sono stati sottratti soldi" al pusher arrestato.