Ci sarebbero almeno altri due casi in cui gli agenti arrestati a Milano per arresto illegale, falso ideologico e peculato avrebbero falsificato i verbali degli arresti che avrebbero eseguito.
Ci sarebbero altri due arresti, che sarebbero stati effettuati dal gruppo diretto dalla commissaria Sabato arrestata insieme all'agente Mattia Riganese, all'agente Denni Dileo, al sovraintendente Vincenzo Compagnone, e all'agente scelto Rosario Piscopo per arresto illegale, peculato e falso ideologico. L'inchiesta è nata dopo la segnalazione di un avvocato, che difende un uomo arrestato dai cinque indagati il 16 luglio in un parcheggio a Corsico, in provincia di Milano.
Dagli atti visionati da Fanpage.it, è emerso che il gruppo avrebbe compiuto due arresti – seppur con modalità diverse rispetto a quanto emerso nell'arresto che hanno effettuato il 16 luglio – in "assenza dei presupposti di legge per poi falsificare gli atti presentati all'Autorità giudiziaria". Sabato Compagnone e Dileo avrebbero contraffatto un verbale di arresto, che hanno effettuato l'1 agosto alle 19 a Milano. Avrebbero scritto di aver assistito alla vendita di droga, che sarebbe avvenuta l'1 agosto alle 18:10, da parte dell'arrestato nei confronti di un altro uomo. Le parole del presunto acquirente e le immagini delle telecamere avrebbero però restituito un quadro diverso da quanto dichiarato dagli indagati, che quindi sarebbe da ritenersi falso. Alle 18:10, infatti, nel luogo indicato dalla squadra non sarebbe avvenuta alcuna cessione di droga. Il presunto cliente avrebbe detto di aver acquistato droga il 31 luglio e di essere stato fermato da due agenti in borghese e di aver sottoscritto un verbale di sequestro.










