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La Germania pretende che l’Italia si riprenda i cosiddetti «dublinanti», i migranti sbarcati nel nostro Paese e in seguito insediati in territorio tedesco. Roma dice no. Berlino pretende di applicare all’Italia le regole Ue che attribuiscono al Paese di primo ingresso – e, nel caso dei soccorsi in mare, al Paese di sbarco – la responsabilità della domanda d’asilo.

Il contenzioso non nasce oggi, ma riesplode adesso per una ragione precisa. Dal 12 giugno è applicabile il nuovo Patto europeo, che ha sostituito il vecchio sistema di Dublino con nuove regole sulla responsabilità delle domande d’asilo.

Berlino vuole riportare in Italia i migranti: Roma dice no

Berlino vuole quindi far ripartire i trasferimenti verso l’Italia, rimasti bloccati negli ultimi anni. Nello scontro tra i due governi Antonio Tajani cerca di fare il pompiere. Dice che i numeri sono «molto esigui» e che tra Italia e Germania «non c’è nessun conflitto», pur ribadendo che l’Italia ha accolto tante persone «salvate da Ong tedesche che, battendo bandiera tedesca, sono territorio tedesco. Quindi queste persone andavano portate in Germania, l’Italia è il secondo Paese di approdo, non il primo».