L'Irlanda si aggiunge alla lista - e non potrebbe essere altrimenti - dei Paesi Ue che applicano le regole previste dal Patto sull'immigrazione, compresa la richiesta di trasferimento dei migranti verso le nazioni di primo ingresso, come l'Italia - peraltro nel caso di Dublino si tratta davvero di poca cosa, dato che nel 2025 ha presentato meno di 2000 domande con zero trasferimenti effettuati. Ma più che i numeri vale il principio. Ovvero che chi registra la richiesta di asilo è responsabile e se ne deve occupare. È sempre stato così, tuttavia, dopo la riforma entrata in vigore il 12 giugno, è più importante che mai riaffermare il rispetto delle regole, per non vanificare gli sforzi fatti. In Italia però la tesione resta alta.

"La Germania non ha diritto di mandarci indietro un solo immigrato irregolare fino a che ci sono delle navi di Ong tedesche in giro per il Mediterraneo a scaricare migliaia di clandestini in Italia e in Europa: prima risolvi i problemi delle navi a cui hai dato la bandiera e poi parliamo di tutto il resto", ha affermato ad esempio il vicepremier Matteo Salvini alla festa della Lega a Pinzolo. "Il nuovo governo ungherese, che non è più di quel cattivone di Orban, perché Orban era il diavolo" per l'Ue, ieri "ha dichiarato" che non prenderà "neanche un immigrato clandestino in Ungheria": "volete multarci? Multateci. Ma in Ungheria entra chi decidono loro. Ed è il governo che voleva l'Europa. Non è il governo di Salvini, di quelli brutti e cattivi. Quindi se lo dicono in Ungheria possiamo dirlo e attuarlo", aggiunge.