L'Editoriale

Domenica 23 Agosto 2026

MONDO. Sette Paesi europei (Germania, Svizzera, Austria, Svezia, Finlandia, Olanda e Irlanda) hanno dichiarato l’intenzione di rinviare «dublinanti» verso l’Italia, nel rispetto delle norme ribadite dal Patto Ue su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno scorso e redatto secondo logiche rigidamente securitarie.

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I «dublinanti» sono persone richiedenti asilo che, dopo avere presentato domanda di protezione nel primo Paese in cui sono stati identificati in base alle procedure del Regolamento di Dublino del 2003 dell’Unione, si spostano, e fanno una nuova richiesta di asilo in un altro Stato, dopo «movimenti secondari» illegali. Sono almeno 80mila i migranti che negli ultimi tre anni il governo Meloni si è rifiutato di riaccogliere, 10mila se si fa riferimento alle oltre 24mila richieste di trasferimento di dublinanti registrate da Eurostat nel 2025. La vicenda mette in luce due evidenze: la prima è che da anni il 60% di chi sbarca nel nostro Paese cerca poi di raggiungere, spesso riuscendoci, Stati dell’Europa centrale e del Nord; la seconda riguarda la gestione dell’Ue contraria a una vera cooperazione necessaria per un fenomeno che ha dimensioni globali e che non può essere affrontato secondo logiche strettamente nazionali. La solidarietà fra Stati del resto è mancata anche nella tragedia di Ceuta, innanzitutto tragedia perché un centinaio di persone, fra le quali molti minorenni, sono annegate nel tentativo di raggiungere l’exclave spagnola dal Marocco. La risposta dell’Italia è stata la sospensione del trattato di Schengen con Madrid nonostante non un solo migrante abbia raggiunto la Spagna da Ceuta. Roma peraltro invoca invece aiuto quando ci sono picchi di sbarchi sulle nostre coste...