Dopo Germania, Svizzera, Austria, Finlandia e Svezia, tocca ai Paesi Bassi riattivare i trasferimenti dei "dublinanti" in base al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Francia e Spagna, per ora, restano fuori dal fronte

La lista si allunga a ritmi serrati, con medie di quasi uno Stato al giorno. Dopo gli annunci di ieri di Finlandia e Svezia sul trasferimento dei dublinanti, oggi - 21 agosto - tocca ai Paesi Bassi: il ministero della Giustizia e della Sicurezza olandese ha confermato che riattiverà i trasferimenti verso l'Italia dei richiedenti asilo per cui Roma resta il Paese competente. "Il 12 giugno è entrato in vigore il Patto sulla migrazione e l'asilo. Ciò significa che, da quel momento in poi, tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettare le norme del Patto", ha dichiarato la portavoce del ministro della Giustizia Julia Huisman-de Vries. "Questo significa anche che i trasferimenti verso l'Italia devono essere nuovamente effettuati conformemente alle norme del Patto. Stiamo pertanto avviando questo processo anche con l'Italia".L'Aia non ha ancora precisato quante persone potrebbero rientrare nella procedura, mentre - al contrario di altri Paesi - sembra che a rientrare nella misura saranno solo i migranti arrivati dopo il 12 giugno, senza coinvolgere i richiedenti asilo già presenti sul territorio olandese prima di quella data. A riportarlo sono i media olandesi, che citano una portavoce del ministro per l'Asilo Bart van den Brink. "Stiamo ripartendo da zero", ha affermato stando alla testata AD. Il meccanismo riguarda i cosiddetti "dublinanti": chi presenta domanda di protezione nel primo Stato europeo in cui viene identificato e poi si sposta altrove. Il Regolamento di Dublino stabilisce che la loro pratica resti in carico al Paese di primo approdo. E nella grande maggioranza dei casi, per posizione geografica, è proprio l'Italia. Stando ai numeri di Eurostat del 2025, la forbice italiana è abissale: Roma ha ricevuto 24.152 richieste di riammissione da altri Stati Ue, ma ne ha accettate soltanto 85; la Germania, dal canto suo, ne ha inviate 35.993 e ne ha viste concludersi con un trasferimento effettivo 5.377. Con l'Olanda salgono a sei i Paesi che hanno annunciato o già avviato le procedure di rientro: Germania, Svizzera, Austria, Finlandia, Svezia e ora i Paesi Bassi. Il fronte europeo, intanto, resta tutt'altro che compatto: Francia e Spagna non hanno ancora riattivato i trasferimenti verso l'Italia, con Madrid che punta piuttosto sui meccanismi di solidarietà previsti dal nuovo Patto e Parigi che ha per ora scelto di proseguire la collaborazione bilaterale con Roma senza cambiare rotta.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp