I data center della Cina potrebbero quadruplicare i propri consumi di elettricità entro il 2030, raggiungendo 774 TWh e arrivando a rappresentare il 6% della domanda nazionale. Una quota destinata a crescere ancora nel lungo periodo, fino al 17% nel 2060.
È lo scenario delineato nel rapporto Rewiring China’s grid for the AI era di Wood Mackenzie che mette in evidenza come l’espansione dell’AI stia trasformando i centri di calcolo in una componente sempre più rilevante del sistema energetico cinese.
“Con l’AI che alimenta una crescita sostenuta della domanda di capacità di calcolo, l’accesso a elettricità affidabile, competitiva e a basse emissioni avrà un peso crescente nel determinare dove e come verranno sviluppati i nuovi data center”, spiega Wanting Zhao, research analyst Asia Pacific Power and Renewables di Wood Mackenzie.
A spingere i consumi sono soprattutto due fenomeni. Da una parte cresce l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, che richiede infrastrutture sempre più energivore; dall’altra aumenta rapidamente l’utilizzo dei modelli AI già addestrati, generando una domanda elettrica più continua. Il risultato è che i consumi dei data center continueranno a crescere in modo rapido anche mentre la domanda elettrica complessiva cinese tenderà a rallentare.








