La crescita dell'intelligenza artificiale, come era chiaro già da tempo, sta trasformando i data center nei principali consumatori di energia, soprattutto negli Stati Uniti. Secondo una nuova analisi di BloombergNEF, entro il 2035 queste infrastrutture arriveranno ad assorbire un quinto di tutta l'elettricità prodotta nel Paese, una quota quattro volte superiore a quella attuale.

La stima rappresenta un forte aggiornamento rispetto alle previsioni precedenti. BloombergNEF ha infatti aumentato dell'83% la propria previsione sulla domanda elettrica dei data center per il 2035 rispetto a quanto indicato nel dicembre scorso. Anche altre organizzazioni hanno rivisto al rialzo i propri calcoli: EPRI ha più che raddoppiato la stima del 2024, mentre S&P ha aumentato le proprie previsioni di oltre un terzo tra ottobre e aprile.

Il rapporto prevede che la capacità complessiva dei data center statunitensi raggiungerà quasi 200 gigawatt nel prossimo decennio. Di questa capacità, quasi la metà sarà dedicata all'addestramento e all'inferenza dei modelli AI.

Gli Stati Uniti dovrebbero anche mantenere una posizione dominante nel settore: entro il 2033 dovrebbero ospiratare il 64% dei chip AI mondiali in termini di domanda energetica secondo l'agenzia di ricerca. BloombergNEF sottolinea inoltre che queste cifre potrebbero risultare conservative, considerando il ritmo accelerato con cui vengono sviluppati nuovi data center nel Paese.