Entro il 2030 la domanda elettrica dei data center aumenterà del 175% rispetto al 2023, secondo il nuovo rapporto “Data Center Power Demand” di Goldman Sachs. Una crescita più intensa di quella stimata appena un anno fa (+165%), che proietta il settore digitale ai livelli di consumo di un Paese come Giappone o Germania. L’analisi mostra come, dopo anni di stabilità tra il 2015 e il 2019, la domanda elettrica dei data center abbia accelerato dal 2021, superando i 400 TWh nel 2023 e puntando a oltre 1.100 TWh nel 2030. L’espansione è trainata dai data center dedicati all’intelligenza artificiale — soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Asia e nel resto del mondo — che rappresenteranno quasi il 40% dei consumi complessivi entro fine decennio.

Negli Stati Uniti, la sola espansione dei data center aggiungerà 1,2 punti percentuali alla crescita media annua della domanda elettrica, portandola al +2,6% fino al 2030 — un ritmo mai visto dagli anni Novanta. In Europa, l’aumento sarà più graduale (circa +1,5% annuo), mentre in Asia, trainata da Cina e India, si concentrerà oltre il 40% delle nuove installazioni globali. Goldman individua sei fattori chiave — le “6 P” — che determineranno l’equilibrio tra domanda e offerta: pervasiveness (diffusione dell’AI nei settori produttivi), productivity (efficienza energetica dei server e dei chip), prices (costo dell’elettricità e premi per l’affidabilità “green”), policy (incentivi e burocrazia), parts (disponibilità di tecnologie di generazione) e people (competenze e manodopera per reti e infrastrutture).