La crescita della digitalizzazione, dell’uso del cloud e delle applicazioni di intelligenza artificiale sta generando una domanda senza precedenti di capacità di calcolo e di gestione dei dati. Secondo l’elaborazione di Teha su dati World Bank e Statista, a livello globale nel 2024 oltre il 67% della popolazione utilizza Internet, con un incremento di più di 50 punti percentuali rispetto al 2005; anche in Italia traffico dati, dispositivi IoT e domanda di servizi cloud sono attesi crescere a ritmi sostenuti su orizzonti di lungo periodo, con tassi annui anche a doppia cifra, sulla base delle analisi dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano. In questo contesto, i data center non sono semplici infrastrutture tecnologiche, ma diventano un fattore abilitante della competitività economica e della sovranità digitale.
Sempre secondo il Politecnico di Milano, nel 2024 in Italia sono presenti 168 data center, per una potenza installata complessiva di 513 MW, in crescita del 17% rispetto all’anno precedente, con una forte concentrazione in Lombardia e nell’area metropolitana di Milano, che da sola assorbe quasi la metà della capacità nazionale. Gli scenari al 2035 secondo Teha indicano però un possibile fabbisogno ben più elevato: la potenza potrebbe superare i 2,3 GW nello scenario tendenziale e arrivare fino a 4,6 GW in uno di pieno potenziale, segnalando un divario crescente tra domanda e offerta infrastrutturale.






