Nella globalizzazione delle connessioni, l’Italia - per la sua posizione geografica - sta diventando l’hub naturale per mettere in collegamento i flussi dati tra Europa, Africa e Asia. I numeri confermano che il 2026 è l’anno del boom dei data center, il luogo dove l'intelligenza artificiale prende forma e diventa valore economico. Con Milano e Roma in testa alle scelte. Ed è un’impennata a doppia cifra quella che interessa il nostro Paese con un +15%, (unicum in Europa) trainato da una domanda crescente di IA. Le stime sono messe nero su bianco nel dossier “Q4 Data Centre Commercial Report” curato da BCS Consultancy, che evidenzia un presente luminoso, ma senza nascondere ombre e rischi.

La mappa dei Data Center italiani: un’opportunità da 165 miliardi di euro in dieci anni

17 Dicembre 2025

Due i più manifesti. La crescente domanda di IA, quindi lo sviluppo di nuovi data center, farà aumentare in modo importante la richiesta di energia elettrica da un lato, richiedendo nuove infrastrutture dall’altro. Due preoccupazioni che necessitano soluzioni veloci. Secondo il Rapporto dell’Osservatorio Data Center del PoliMI, nel triennio 2026-2029, si attendono 25 miliardi di euro per la costruzione, l’approntamento e il riempimento di apparecchiature IT dei nuovi data center. Questo sulla carta, ma come dicevamo, le due criticità - se non affrontate e risolte a stretto giro - rischiano di far migrare le opportunità verso mercati concorrenti. A questo va aggiunto almeno un altro nodo urgente: le autorizzazioni per la connessione.