La rapida espansione della connettività e l’adozione su larga scala di tecnologie digitali (cloud, IoT e Ai) stanno generando una crescita senza precedenti nella domanda di dati da gestire ed elaborare, rendendo queste infrastrutture strategiche. La sfida è riuscire a trasformare impianti altamente energivori (nel 2035 potrebbero raggiungere il 4% dei consumi elettrici globali, il 13% in Italia) in alleati della sostenibilità urbana
La domanda di dati cresce a ritmo esponenziale, trainata da intelligenza artificiale, cloud e Internet of Things. In questo scenario i data center diventano infrastrutture strategiche per la competitività e la sicurezza, ma anche una sfida per l’energia e la sostenibilità. È quanto emerge dal Position Paper “L’Italia dei data center. Energia, efficienza, sostenibilità per la transizione digitale”, realizzato da Teha Group con A2A e presentato al Forum di Cernobbio.
Il quadro globale parla chiaro: a fine 2024 erano attivi 10.332 data center in 168 Paesi, oltre 5.400 negli Stati Uniti e 2.254 nell’Unione europea. L’Italia si colloca al tredicesimo posto con 168 strutture e 513 MW di potenza installata. Milano e la Lombardia sono il cuore pulsante, con 238 MW pari al 46% della capacità nazionale, davanti a città come Madrid e Zurigo. Non a caso le richieste di connessione alla rete Terna sono esplose: da 0,1 GW nel 2019 a 55 GW nell’agosto 2025.











