Lo sviluppo dei data center in Italia potrebbe contribuire tra il 6% e il 15% della crescita annuale del Pil nazionale, abilitando fino a 150.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti. È quanto emerge da una ricerca di A2A e Teha, che mette in luce come il settore sia destinato a diventare un volano per l’economia e per la competitività digitale del Paese. I data center sono sempre più centrali per la transizione digitale, ma rappresentano anche una sfida energetica e ambientale. Nel 2035 potrebbero arrivare a pesare per il 4% sui consumi elettrici globali e fino al 13% su quelli italiani. Nel mondo si contano oggi 10.332 strutture, di cui oltre 2.200 in Europa. L’Italia occupa la 13esima posizione con 168 data center, ma con margini di forte crescita. La Lombardia guida la classifica nazionale e Milano concentra il 46% della potenza nazionale, già davanti a capitali come Madrid e Zurigo. Secondo il presidente di A2a Roberto Tasca "oggi la metà delle richieste di connessione alla rete elettrica in Italia è concentrata in Lombardia. Per questo A2a può contribuire con le sue infrastrutture e le sue capacità alla crescita equilibrata di questi 'hub digitali'". Per l'amministratore delegato del gruppo Renato Mazzoncini lo sviluppo dei data center è "un'occasione unica per un Paese che vuole rafforzare la propria competitività digitale ed economica". "I data center - commenta Lorenzo Tavazzi di Teha - sono infrastrutture abilitanti per la crescita digitale". "Dopo gli Usa - prosegue - l'Unione Europea è l'area che ne ospita di più e l'Italia si conferma tra le destinazioni più interessanti le nuove infrastrutture". "Solo tra febbraio e agosto - indica - sono state presentate 67 richieste di connessione per una capacità totale di 15 GW, un valore superiore del 60% rispetto ai 9,1 Gw di capacità delle richieste presentate tra il 2019 e il 2023". Per garantire uno sviluppo sostenibile lo studio individua quattro leve di efficienza: recupero del calore, utilizzo di aree brownfield, contratti di lungo termine per energia rinnovabile (Ppa) e valorizzazione dei Raee. la loro applicazione integrata consentirebbe un risparmio complessivo di 5,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno e un beneficio economico stimato di 1,7 miliardi di euro. Il solo recupero del calore di scarto dei data center, sottolineano A2A e Teha, potrebbe alimentare le reti di teleriscaldamento, coprendo il fabbisogno termico di circa 800.000 famiglie e riducendo le emissioni di 2 milioni di tonnellate di CO₂, pari a oltre il 5% dei consumi residenziali.