La domanda globale di elettricità crescerà di oltre il 3,6% l’anno in media tra il 2026 e il 2030, cioè circa il 50% in più rispetto alla media dell’ultimo decennio. In termini assoluti significa circa 1.100 TWh di nuovi consumi ogni anno, contro i 700 TWh annui del periodo 2015-2025. A prevederlo è il nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia, Electricity 2026, che analizza l’evoluzione dei sistemi elettrici mondiali e le prospettive al 2030.

Secondo l’Iea, siamo entrati a pieno titolo nell’“Age of Electricity”: l’elettricità diventa il motore della crescita economica, trainata dall’elettrificazione di industria, diffusione dei veicoli elettrici, aumento dell’uso dei condizionatori e soprattutto espansione dei data center e intelligenza artificiale, che mostrano tassi di crescita a doppia cifra e rappresentano uno dei nuovi carichi strutturali dei sistemi elettrici. Entro il 2030, stima l’Agenzia, la domanda elettrica crescerà almeno 2,5 volte più velocemente di quella energetica complessiva, rompendo il legame storico con l’andamento del Pil.

La spinta principale arriva ancora dalle economie emergenti e in via di sviluppo, ma dopo quindici anni di stagnazione torna a crescere anche la domanda nei Paesi avanzati, che contribuiranno a circa un quinto dell’aumento globale dei consumi elettrici entro fine decennio. Negli Stati Uniti e in Europa il rimbalzo è legato soprattutto alla ripresa industriale, ai data center e all’elettrificazione dei consumi finali. Nell’Unione europea, in particolare, la domanda elettrica è attesa crescere di circa il 2-2,3% l’anno fino al 2030, per un incremento complessivo di circa 300 TWh, anche se i livelli pre-crisi del 2021 non saranno recuperati prima del 2028.