Entro il 2035, i data center situati negli Stati Uniti arriveranno a consumare circa il 20% dell'elettricità nazionale, segnando un incremento rispetto all'attuale 5,9%. È quanto emerge da un recente rapporto di BloombergNef, che evidenzia come la rapida espansione dell'intelligenza artificiale stia modificando in modo strutturale la domanda energetica del Paese. Stando agli analisti, se l'adozione dell'IA proseguirà a un ritmo sostenuto, i data center genereranno, nei prossimi sette anni, una domanda di elettricità a livello globale pari a 1.935 terawattora, quasi quanto il consumo annuo dell'India.

Il fabbisogno mondiale salirà fino a un picco stimato di 1.700 TWh. In questo scenario, le infrastrutture per l'intelligenza artificiale e il cloud computing assorbiranno circa il 4,4% dell'elettricità mondiale, come comunicato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (Iea).

Attualmente, il record di capacità per data center connessa alla rete statunitense in un singolo anno è pari a 7,1 gigawatt. E in alcuni stati la situazione è già critica: in Texas, ad esempio, i gestori di energia segnalano che i data center costituiscono ormai circa il 90% delle nuove richieste per grandi carichi elettrici.