La morte a Palermo di una bambina di quattro anni per difterite riporta al centro del dibattito la questione delle vaccinazioni e della loro copertura. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Alberto Mantovani, immunologo, presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore emerito, parla di "una tragedia" che "era evitabile" e mette in fila "diverse responsabilità". In primis, la diffusione di informazioni false sui vaccini: "Ci sono le bugie che circolano e che purtroppo qualche volta vengono amplificate anche ad alti livelli".Secondo Mantovani, il caso della bambina che abitava allo Zen di Palermo si inserisce in un quadro di coperture vaccinali disomogenee. In Sicilia quella contro la difterite è all'85 per cento, contro il 98 per cento della Lombardia. Per l'immunologo la soglia di sicurezza è il 95 per cento - "l'immunità di gregge, o meglio, l'immunità di comunità -, anche perché una copertura elevata serve a proteggere chi non può essere vaccinato, come neonati, malati oncologici e bambini sottoposti a trapianto: "Una cintura di sicurezza".Mantovani torna anche sul rapporto, inesistente, tra vaccini e autismo, una delle false convinzioni che continuano a circolare. Alla domanda sul perché questa teoria resista nonostante le smentite scientifiche, risponde: "È un falso clamoroso che ha fatto molto male ai bambini di tutto il mondo". Per anni, prosegue, i ricercatori hanno dovuto occuparsi di smentire questa teoria invece di dedicarsi ad altre ricerche. Tra le evidenze più recenti cita uno studio danese pubblicato nel 2025 su Annals of Internal Medicine, condotto su oltre un milione di bambini. Lo studio, dice Mantovani, ha escluso "per l'ennesima volta" che le vaccinazioni aumentino il rischio di una cinquantina di malattie croniche, "compreso l'autismo".Per Mantovani il problema non riguarda soltanto la circolazione delle informazioni sui social. "Con umiltà dobbiamo parlare, spiegare meglio. Le persone possono cambiare idea", dice. E aggiunge che sul piano istituzionale l'Italia ha mantenuto una linea coerente: "Non abbiamo fatto scelte antiscientifiche e io ne sono fiero: la politica vaccinale in Italia non è mutata col cambio dei governi, anche di orientamento molto diverso".Ma quanto possono essere pericolose la difterite, e le altre malattie infettive, in zone con basse coperture vaccinali? "Molto e vale per tutte le malattie. La più preoccupante è il morbillo: solo nel 2017-2018 abbiamo avuto il picco di 8.000 casi con 13 morti, al 99% tra i non vaccinati - continua -. Morti evitabili, soprattutto bambini. Ed è una bugia che infettarsi in modo naturale sia un buon allenamento per il sistema immunitario. È come se, da calciatore, andassi ad affrontare il Pallone d’oro senza mai essermi allenato prima".