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Silvia Turin

Intervista all'immunologo dopo il caso di Palermo: «Ci sono bugie che circolano e che purtroppo qualche volta vengono amplificate anche ad alti livelli. Serve andare in scuole e quartieri a parlare con la gente. »

Dopo il decesso della bimba di 4 anni morta per difterite a Palermo, in 48 ore è aumentata di quasi il 10% la richiesta di vaccini. Un caso che ha scosso l’opinione pubblica e fatto cadere qualche resistenza in una regione che detiene il record negativo rispetto alla copertura vaccinale anti-difterite. Ad Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore Emerito di Humanitas University abbiamo chiesto come è potuto succedere? «È una tragedia, ed era evitabile. Penso che ci siano diverse responsabilità. Da professore mi chiedo se insegniamo davvero a tutti i medici l'importanza delle vaccinazioni, se non dobbiamo impegnarci ancora di più (lo faccio ogni volta che mi invitano) ad andare nelle scuole e nei quartieri a parlare con la gente. E poi ci sono le bugie che circolano e che purtroppo qualche volta vengono amplificate anche ad alti livelli».

La copertura vaccinale su questa malattia in Italia è diseguale, ci sono regioni come la Sicilia all'85% e regioni come la Lombardia al 98%. Come valuta questi dati?«Come Commissione Salute dell'Accademia dei Lincei (di cui Mantovani è socio e membro, ndr) un anno fa abbiamo espresso preoccupazione per il livello basso di copertura vaccinale in Italia e purtroppo ora è accaduto questo. La copertura è insufficiente se scende sotto il 95% perché i vaccini sono una cintura di sicurezza per i bambini (ma anche anziani, o persone fragili) che non possono vaccinarsi: i neonati nel primo anno di età, i malati oncologici, i bambini sottoposti a trapianti o con malattie ematologiche. Avere una copertura sopra il 95% è fondamentale per loro, perché, come spiego ai miei nipoti “quando vi vaccinate, allacciate la cintura di sicurezza anche a chi non può farlo e questa è una cosa straordinaria”. È l’immunità di gregge, o meglio, l’immunità di comunità».