Quanto accaduto alla bambina di 4 anni di Palermo, morta per una difterite, ha scosso non solo la famiglia e la comunità locale, ma ha spinto i medici a ricordare l’importanza delle vaccinazioni. La malattia infettiva, infatti, sembrava dimenticata, proprio grazie alle campagne di immunizzazione, ma di fatto non scomparsa del tutto. È causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae che, “una volta entrato nel nostro organismo, rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Gli organi coinvolti variano a seconda del tipo di batterio: il più diffuso colpisce la gola, il naso e talvolta le tonsille, mentre un altro tipo, presente soprattutto nelle zone tropicali, provoca ulcere della pelle. Più raramente, l’infezione coinvolge la vagina o la congiuntiva“, come spiega l’Istituto superiore di sanità (Iss) sul proprio sito.
Bambina morta di difterite a Palermo
Il punto di Fabrizio Pregliasco
Bambina morta di difterite a Palermo
Proprio la difficoltà nel discriminare i sintomi nella fase iniziale, contribuisce ad aumentare il rischio di diagnosi tardive, con l’effetto di incappare in diagnosi tardive, come nel caso di Palermo. “Abbiamo fatto davvero di tutto per poterla salvare ma sono stati in queste 48 ore attorno alla bambina tutti i primari e tutti gli specialisti che abbiamo. Ma la bambina è andata immediatamente in una fase di scompenso multiorgano e nell’arco di 48 ore non ce l’ha fatta” ha spiegato Domenico Cipolla, Direttore sanitario dell’Ospedale Civico di Palermo dove la bambina era stata ricoverata in terapia intensiva.Ad aggravare la situazione è stata, secondo gli esperti, la mancanza di una immunizzazione, rifiutata dai genitori anche se rientra tra quelle obbligatorie in Italia per tutti i nuovi nati. “Non mi è sembrato una problematica di tipo ideologico, più per paura, sospetti di effetti collaterali che qualcuno aveva instillato”, ha spiegato ancora Cipolla. Il cugino della vittima, anch’egli di 4 anni, è ricoverato in ospedale con sintomi analoghi, ma è vaccinato e le sue condizioni non appaiono gravi.Il punto di Fabrizio Pregliasco











