La difterite è una malattia che in Italia era diventata quasi un ricordo, cancellata dalla quotidianità grazie alle vaccinazioni. Ma il batterio che la provoca non è scomparso e, quando incontra una persona non protetta, può ancora provocare un’infezione grave, fino a essere letale. Il caso della bambina di 4 anni morta a Palermo dopo una grave infezione compatibile con la difterite riporta così l’attenzione su una malattia che per molti anni è rimasta ai margini della cronaca sanitaria. La piccola, secondo quanto riferito, non era stata vaccinata per scelta dei genitori.
L’agente responsabile è il Corynebacterium diphtheriae, un batterio capace di produrre una potente tossina. Una volta entrata nell’organismo, la tossina può danneggiare e distruggere cellule e tessuti. Nella forma più comune l’infezione interessa gola, naso e tonsille; esistono anche forme cutanee e, più raramente, infezioni che possono colpire altre mucose. È soprattutto la tossina a rendere pericolosa la malattia. Dopo aver provocato un danno locale, può entrare nel sangue e raggiungere organi vitali. Tra le complicanze più gravi ci sono quelle cardiache: miocardite, aritmie e insufficienza cardiaca, fino al rischio di arresto cardiaco. Nei casi più severi l’infezione può inoltre provocare una grave ostruzione delle vie respiratorie.










