Il terremoto del 24 agosto ha aperto un terzo capitolo (e purtroppo forse non quello conclusivo) della crisi sismica nell’Appennino centrale iniziata con gli eventi di Colfiorito del 1997: se i terremoti tra Colfiorito e Sellano del 1997 – 1998 potevano all’epoca essere un fenomeno isolato, il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 ha suscitato maggiori timori sulla possibile ripetizione di nuovi eventi importanti negli anni successivi, come era già successo nel XIV e nel XVIII secolo, perché le faglie normali di un sistema come quello dell’Appennino Centrale possono interagire fra di loro semplicemente attraverso il trasferimento di stress anche senza essere connesse, promuovendo quindi più sequenze sismiche in tempi ristretti su varie faglie del sistema (Gupta and Scholz, 2000).

SEQUENZA TEMPORALE DEGLI EVENTI. La tabella di fig.1 mostra i 9 terremoti con Magnitudo uguale o superiore a 5 che si possono definire gli eventi più importanti della sequenza. Da notare che, come successe anche nel 1639 o nel 1703, gli eventi principali sono strettamente correlati fra loro nel tempo: il 24 agosto 2016 il Mw 5.4 nell’area di Norcia è avvenuto poco più di un’ora dopo il terremoto che ha iniziato la sequenza alle 3.36 del mattino ora italiana; alla fine di ottobre si raggruppano i due terremoti del 26 e quello del 30, mentre gli ultimi 4 eventi a Mw 5 o superiore sono avvenuti il 18 gennaio 2017. Il terremoto del 24 agosto ha prodotto nella zona di Castelluccio diversi movimenti superficiali, che si ripeteranno con entità molto maggiore il 30 ottobre successivo.