di

Massimo Gaggi

La strategia Usa del «D-Day economico»: linea dura per evitare che i Paesi del Golfo possano venire a patti con Teheran

La tentazione è quella di leggere nell’annuncio di un «Economic D-Day» contro l’Iran la frustrazione di un presidente che, sprofondando sempre più nel pantano di una guerra che è stato lui a scatenare, incapace di mettere alle corde il regime di Teheran, prende di mira gli altri Paesi, promettendo sanzioni durissime contro chi manterrà rapporti commerciali o finanziari con entità iraniane.

E, visto che Teheran è sottoposta a sanzioni sempre più dure da almeno dieci anni — iniziò proprio Donald Trump nel primo mandato — ora la sua sortita può essere anche letta come una manifestazione di debolezza: dietro i soliti toni «bombastici», l’annuncio del «più grande sforzo di isolamento economico della Storia», un cambio di rotta che sancisce la rinuncia a riprendere l’offensiva militare.