Il segretario al Tesoro Bessent annuncia le nuove misure: nel mirino asset digitali, tech, oro, aviazione e trasporti. L'incognita: la reazione cinesemartedì 25 agosto 20263' di lettura

«Un D-day economico». «Le più estese sanzioni economiche mai imposte contro un singolo Paese». «Per l'Iran sarà isolamento totale». Da giorni, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo dipartimento del Tesoro hanno lasciato gli ayatollah e i pasdaran a friggere nell’incertezza sulle nuove misure economiche che sarebbero state adottate dagli Usa a partire da questa settimana.

La Repubblica islamica sa che difficilmente potrà perdere la guerra con gli Stati Uniti sul campo di battaglia (perché per ora non c’è un campo di battaglia: nessun soldato Usa in territorio nemico), ma i vertici del suo regime sanno di rischiare grosso se il livello di povertà del Paese dovesse scendere al punto da rendere difficile alla popolazione procurarsi beni essenziali.

Che la vera arma invincibile dell’America sia l’economia e non i missili e le bombe, lo si è visto con il blocco navale che ha paralizzato buona parte dell’industria petrolifera del Paese. E lo si è visto anche nelle ore che, ieri, hanno preceduto l’annuncio delle sanzioni da parte del segretario al Tesoro Scott Bessent, quando il rial ha toccato il minimo storico nei confronti del dollaro sul mercato nero, dove ne servivano due milioni per un dollaro. Il prezzo del greggio, che era salito per tutta la scorsa settimana, ieri è sceso di circa due punti percentuali, attestandosi poco sopra i 97 dollari al barile.