Il piano con cui il Monte dei Paschi di Siena prova a blindare la propria indipendenza e respingere l’offerta di Intesa Sanpaolo non convince il Financial Times. La rubrica Lex del quotidiano britannico definisce la strategia dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio “folle”, sostenendo che il tentativo di trasformare Mps in un polo bancario più grande attraverso le acquisizioni di Banco Bpm e Banca Generali rischia di ottenere l’effetto opposto: spingere gli azionisti verso l’offerta della banca guidata da Carlo Messina. “Le aziende che ricevono un’offerta non richiesta hanno diverse opzioni: possono accettare, fare ostruzionismo, difendersi strenuamente o fare qualcosa di totalmente folle. L’italiana Monte dei Paschi di Siena sembra aver scelto quest’ultima opzione”, si legge.

“La banca più antica del mondo, attualmente oggetto dell’offerta della ben più grande rivale Intesa Sanpaolo, ritiene che i propri azionisti e il Paese starebbero meglio se rimanesse indipendente, diventando però molto più grande”, riassume il quotidiano. “Dopo aver in precedenza sostenuto le proprie prospettive stand-alone, ora propone di acquistare altre due banche contemporaneamente: Banco BPM, istituto di medie dimensioni, e il gruppo di wealth management Banca Generali”. Sulla carta, una fusione a tre vie “presenta anche un certo fascino finanziario” e la logica industriale dell’operazione ha alcuni elementi di attrattività: Mps stima 1,2 miliardi di euro di sinergie di costo dalla fusione a tre, con un valore attuale di circa 8,4 miliardi.