Giorgia Meloni e Luigi Lovaglio, amministratore delegato di MPS

Banca MPS – già Monte dei Paschi di Siena – ha offerto di comprare sia Banco BPM, sia Banca Generali. È un modo per contrastare l’offerta di Intesa Sanpaolo, che a sua volta a giugno aveva fatto un’offerta per prendersi MPS. La mossa è sostenuta dal governo Meloni, almeno in parte, e potrebbe portare dall’anno prossimo delle novità per i clienti.

Si è aperta una nuova fase del lungo e complesso Risiko bancario con cui, negli ultimi anni, il panorama degli istituti di credito in Italia è cambiato, e sta continuando a cambiare. L'ultimo sviluppo è la mossa con cui MPS, la banca prima chiamata Monte dei Paschi di Siena, sta provando a comprare altre due banche (Banco BPM e Banca Generali) per creare un unico polo in grado di fare concorrenza ai due giganti, Unicredit e Intesa, e provare a difendersi dall'offerta di acquisto di quest'ultima. Ecco spiegato, in parole povere, cosa sta succedendo, cosa può significare per i correntisti e che ruolo ha giocato finora il governo Meloni.

sommario1Come siamo arrivati qui: l'offerta di Intesa per MPS2La contromossa di MPS per evitare di farsi comprare3Il bonus da 4 miliardi di euro per convincere gli azionisti4Cosa ne pensa il governo Meloni5Cosa può cambiare per i correntisti Come siamo arrivati qui: l'offerta di Intesa per MPS Un breve riassunto di ciò che è avvenuto nei mesi scorsi. A inizio giugno, Intesa Sanpaolo ha offerto di comprare MPS per 30,6 miliardi di euro. È una mossa che consoliderebbe Intesa come la più grande banca italiana. In più, le farebbe acquisire ciò che adesso ha MPS: in particolare, il controllo di Mediobanca (una banca d'affari molto prestigiosa, comprata da MPS a fine 2025 con i buoni auspici del governo) e il 13% di azioni di Assicurazioni Generali, compagnia considerata molto importante e influente per il suo successo economico e per la quantità di debito pubblico italiano che detiene.